| Maddalena's profilemango, litchi e maracujaPhotosBlogLists | Help |
|
mango, litchi e maracujaSeptember 30 il mio contributo...Partire e ripartire già domani E in valigia avere quaderni scritti e quaderni vuoti Abiti usati e abiti stirati Biglietti vecchi, biglietti da usare. Partire e puntare la bussola per seguire nuovi orizzonti. Partire è la casa alle spalle: l’abbraccio che sempre rinnoveremo. Partire è sapere il caminetto acceso per noi e per la legna che metteremo in più. È quell’attimo fatto di ricordi passati e di promesse future. Una speranza. Un credo. Un cammino. Il futuro. September 27 Livia, bambina ricca.Questa storia è un po’ particolare: normalmente le storie parlano di povere contadinelle e orfanelli che devono sgobbare duro. Questa invece, che è la storia di Livia, una bambina ricca. Questa storia quasi non parlerà nemmeno di fame e di vestiti stracciati, ma li sognerà e basta. Livia era una bambina ricca, a cui non mancava nulla. Una bambina che però un problema ce l’aveva, se no questa non sarebbe una storia ed io, che racconto, mi dovrei fermare alla prima riga e vi direi solo che Livia era una fanciulla che viveva in una casa grande, che aveva tutto quanto ciò che potesse desiderare, compreso l’amore dei genitori e dei fratelli. Tuttavia non posso fermarmi, perché la storia di Livia c’è. Dicono che quando tutto fila liscio l’uomo tenda a crearsi dei problemi. Livia desiderava essere povera: desiderava essere come tutte le altre amichette di scuola e non voleva la bicicletta nuova e nemmeno un pony. Lei voleva solo desiderarla una bicicletta nuova e un pony, come facevano tutti i suoi compagni e compagne. Quando andava a scuola Livia andava a piedi per non usare quella bicicletta all’ultimo grido e quando raccontava alla maestra come passava il fine settimana le toccava inventarsi che aveva guardato la tele e nient’altro di speciale, perché dire che aveva cavalcato e che aveva fatto il bagno nella piscina di casa con i cuginetti la imbarazzava. Livia desiderava una mamma e un papà che ogni tanto si facessero qualche cruccio sul denaro, desiderava una mamma cassiera e un papà occupato dietro il bancone di un ufficio pubblico, come le poste per esempio. Ma non aveva nulla di tutto ciò, aveva di più e questo la tormentava. Livia sapeva che da grande il problema della disoccupazione non l’avrebbe riguardata e che lei non aveva nessuna possibilità di fare la barista o la commessa che tornano a casa stanche la sera, senza nemmeno la speranza di una impossibile scalata sociale. Un giorno Livia decise di porre fine al suo problema, era stufa di essere “diversa”, “più fortunata”. Fu così che fece fagotto e scappò dalla sua realtà. Si chiuse nel suo mondo e invece di farli i bagni e le cavalcate, lei li sognava chiusa in camera da letto. Tuttavia, non ancora soddisfatta, Livia una mattina aprì la finestra e scappò andando dritta all’orfanotrofio. Si presentò come povera bimba orfanella e le venne dato un letto in un dormitorio comune. Lì Livia visse per anni, dimenticandosi della sua famiglia e imparando un mestiere umile: prima quello di lavapiatti, poi di cuciniera di quint’ordine per le cucine dell’orfanotrofio ed infine quello di vera e propria cuoca della grande cucina comune. Giunta a quel punto, la ragazza ormai ventenne decise che era ora di lasciare la sua seconda casa e di mettersi a cercare un mestiere. Fu assunta in una trattoria, dove imparò a cucinare ancora meglio. Passarono sei anni prima che Livia si rendesse conto che finalmente aveva raggiunto ciò che desiderava dalla vita: un posto di lavoro “medio”, una piccolissima casa e un cagnolino da andare a trovare al canile. Ora Livia poteva tornare dalla sua famiglia, soddisfatta dei suoi traguardi e finalmente convinta che potesse meritarsi la vita che faceva senza sentir nessun senso di colpa a desiderare di avere forse in futuro un pony e una piscina invece di possederli già. Strana la mia storia vero? Una storia al contrario. =) January 17 Maddalena is Credo ormai la maggiorparte delle persone che leggono il mio blog sappiano che il titolo del post è semplicemente lo status di fb.... ultimamente il mio blog è piuttosto taciturno, tutto normale, credo. :) In compenso alcune cose si evincono dagli status. Alcune cose non so più come dirle, altre non le voglio dire, ora. Altre non mi vengono. Però qui volevo scrivere, oggi, ma in realtà volevo scriverlo ancora giovedì mattina: Maddalena is in love with rain. Maddalena is liking Kit. Maddalena is in pappa?! ..dicono... Maddalena is pensive and in ascolto Maddalena is drawing apples Maddalena is je voudrais faire un voyage Maddalena is ready to go back. Maddalena is awaiting results, with worried thoughts full of good hope. Maddalena is awaiting a trip to lo store vicino a Verona (ma dove diavolo sta?!). Maddalena is sono Felice (questa la capirebbe solo Nicola, credo). Maddalena is Felice per davvero, crede. :) December 21 questo natale Quest'anno il Natale lo sento poco. E uscendo la frenesia mi travolge: in giro la gente corre in cerca dei regali e non si gode più le passeggiate, le chiacchiere, i caffè. Ho deciso, niente ragali quest'anno; o quasi. Credo che i miei regali più belli siano arrivati. O stiano arrivando. Si tratta di persone care... E quindi mi tocca ringraziare questo Natale strano, per l'affetto da lontano e da vicino. =) November 28 L'origne della pioggia, del sereno e dell'arcobaleno C'era una volta una coppia, lui tagliaboschi e lei lavandaia, che viveva in una casetta in fondo a un dirupo, l'unico posto che i due poveretti potessero permettersi. Questa coppia non aveva altro che la loro piccola casina e il loro amore, ma erano felici. Cléa e Mathieu da tanto desideravano condividere la loro fortuna con un figlio o una figlia a cui dare la possibilità di provare la loro stessa gioia di stare al mondo e di amarsi, e dopo tante preghiere e tanti tentativi, gli dei fecero loro il dono di una piccola e sensibile bimba: Nuage. Essendo Nuage così piccina e delicata Cléa e Mathieu decisero che sarebbe cresciuta e vissuta sempre nella casetta, che, pensavano, essendo in fondo al dirupo era al sicuro da qualsiasi teremoto o angheria. Fu così che la piccola crebbe senza mai vedere un raggio di sole o un'altra fetta di mondo che non fosse l'oscuro dirupo in cui era nata. Nuage, tuttavia, era una bimba che aveva ereditato da mamma e papà una grande capacità di amare e sentiva il bisogno di dare affetto al mondo. Forse per questo motivo e un po' per il desiderio di scoprire come effettivamente fosse questo mondo, Nuage crescendo trovò il coraggio di seguire la madre di nascosto, la mattina quando usciva per andare a lavorare. La prima volta che Nuage ebbe quest'idea, seguì la madre per i primi dieci minuti di cammino, ma poi tornò indietro a fantasticare su quanto avesse imparato. Era ancora buio quando Cléa lasciava la casina, ma Nuage quella notte potè già cogliere qualcosa che i suoi occhi non avevano mai visto: seguendo il sentiero si usciva dall'oscurità del dirupo e si poteva scorgere un po' di cielo, le stelle e la luna.. quale fu la meraviglia della fanciulla! Il giorno seguente Nuage osò di più e seguì la madre fino ai primi albori. Al colorarsi del cielo la ragazza si commosse e il cuore prese a batterle più velocemente, spaventata, la ragazza tornò a casa. Fu il terzo giorno che Nuage si innamorò. Seguì la madre fino a dove poteva osservare bene il cielo e poi, silenziosamente, si sedette su un masso e la lasciò proseguire sola sul sentiero. Lei era presa da altro: i suoi occhi si riempirono di arancio e di oro e di giallo, e tutto il giorno la ragazza restò a guardare il cielo. Al calar della notte la fanciulla fu colta dalla tristezza per la scomparsa del sole e cominciò a piangere. Fu così che Cléa e Mathieu la trovarono: seduta su una roccia, il viso bagnato dalle lacrime e ancora rivolto a Occidente. Nuage pianse tutta la notte, disperata per il suo amore. La coppia di sposi le spiegò chi fosse il sole e le raccontò che per lei c'erano cento bei ragazzi che l'aspettavano in paese, ma Nuage era inconsolabile e non smetteva di piangere. Presi da compassione, gli dei decisero di aiutare Nuage e la trasformarono in una piccola nube perchè potesse stare più vicina al sole e diventare la sua sposa. Ora, quando Nuage è sola, sulla terra piovono le sue lacrime e se si ascolta la pioggia che cade si sente la fanciulla che chiama il suo amore. La Verità ?"Oriente quale è il tuo Occidente, Occidente, quale è il tuo Oriente?" *Adonis* November 12 IL TEMPO DELLE MELE Oggi mi sono un po' dilettata con l'oroscopo del leggo e, improvvisandomi maga indovina, ma soprattutto astrologa, ho scritto -su base del leggo- il tempo delle mele, per l'andamento della serata di ogni segno. Purtroppo trovo solo ora il tempo (adeguato anche per le mele) per trascriverlo.... A buon intenditore regalo un sorrisetto, soprattutto per coloro che riusciranno ad identificare loro stessi e alcuni amici (leggo permettendo)! p.s.: l'oroscopo del leggo: http://www.leggo.it/view.php?data=20081112&ediz=PADOVA&npag=6&file=LGOROS1211_1257.xml&type=PUB (qualcuno dovrà spiegarmi come evitare questa stringa così lunga per i link, io so farlo solo in word!) ARIETE: La giornata ha già previsto un grosso impegno per voi, oggi. Non è tempo di mele, fatte in nessun modo. Un consiglio per il futuro: dedicatevi un po' di più all'orto. TORO: In luce delle vostre conquieste prevediamo per voi e la vostra serata mele caramellate: meritata esplosione di gusto. GEMELLI: Se prendeste ciò che viene con minor ansia andrebbe tutto più liscio: distendete i nervi ed abbandonatevi alle novità. Non abbiate paura di assaggaire nuovi abbinamenti con la mela. CANCRO: Per voi oggi la mela migliore è quella classica, che anche se conoscete come le vostre tasche, potrebbe sempre dare piacevoli sorprese.Dedicatevi a voi stessi e alla vostra ricetta preferita questa sera, forse domani sarà ora di gustarla per bene. LEONE: Fate attenzione a non lasciarvi prendere dalla testardaggine nella ricerca della perfezione: la mela perfetta non esiste né per voi né per altri, se credete nella favole di madama perfezione questa sera rischiate di rimanere delusi. VERGINE: Perchè il vostro umore non si guasti il consiglio per la serata è una bella torta di mele della nonna, da consumare in casa con una tazza di latte. BILANCIA: Attenzione, il vostro canestro di mele rischia di marcire, ma non lasciatevi prendere dallo sconforto: affrettatevi a consumare le mele, magari con qualche ingrediente gustoso, come il cioccolato al peperoncino. SCORPIONE: Come sempre vi apice cambiare gusti e provare ogni tipo di mela; non è certo questo il momento di abbandonare quest'abitudine. Fate attenzione però, scoprirete presto che non siete né i migliori chef né i migliori degustatori sulla piazza. SAGITTARIO: Per voi questa sera niente mele. Vi consigliamo, piuttosto, una torta di pere da consumare con chi ultimamente vi sta dando preoccupazioni: questo momento conviviale potrebbe risolvere i problemi di entrambi. CAPRICORNO: In serata anche a vi sarà utile, piuttosto che un piatto con le mele, un bel succo di pera da bere al bar ocn chi vi conosce e sa dirvi le aprole giuste: solo così riuscirete a ritrovare il filo perso di Arianna. ACQUARIO: Fate attenzione, oggi il vostro ottimismo potrebbe portarvi sotto l'albero giusto e una mela potrebbe colpirvi. Premuratevi di non farla sfuggire, potrebbe essere ottima per la ricetta che avete in mente già da tmepo o per nuovi esperimenti culinari. PESCI: Se quetsa sera dovesse arrivarvi una crostata di mele in faccia non preoccupatevi, e soprattutto non perdete le staffe: era previsto un errore altrui! Risolvete l'equivoco e continuate per la vostra strada, potrete così arrivare alla vostra mela rossa. November 11 Quel che le mie orecchie van cercando è il tuo canto.Cantami o diva. Cantami o musa. Cantami. October 17 Next stop:Il prossimo week-end vado a trovare Puneh, a Vienna. Si accettano conigli e consigli su che fare, che vedere cosa comprare! (non dimenticando che a) vado a trovare Puneh, b) c'è anche Giulia, c) sono già stata a Vienna un paio di volte d) Puneh abita un po' fuori Vienna -ma ci sono i mezzi di trasporto necessari) FotoGrafAndò Avevo promesso un post sulla fotografia. Potrei mettere UNA fotografia. Ma non saprei scegliere. Come sempre; Quasi sempre. So apprezzare, preferire a, selezionare, tuttavia..scegliere UNA? Ah, e poi..non butto via, e so che cambio parere e gusto; mi affino, ma anche allargo. E la fotografia mi fa star bene, mi fa incazzare, mi apassiona, mi fa dimenticare e ricordare, mi mette in crisi, mi risponde, credo mi abbia fatta innamorare. E come sempre mi arrabbio con quel che m'innamora. Mai che ci sia un solo modo di stare, vero? Beata fotografia... La fotografia che fotografando mi calma, mi tranquillizza, mi regala un altro occhio; la fotografia che fotografando mi mette in imbarazzo, mi pone in strani "porsi", mi rende livida e paonazza e pazza. Giusto per menzionare alcuni dei recenti nomi su cui sono inciampata, in cui mi sono imbattuta e che ho incontrato; per chi può capire, per chi sa ricordare, per chi vuol curiosare: Sophie Elbaz, Clara Malaussene, Sebastien Tikner, Cartier Bresson, Marilisa, Polka, Walker Evans. |
|
|||||
|
|